Vallone presenta l'annata 2016 di Graticciaia

Era il 1986 quando uscì la prima annata di Graticciaia di Vallone. Grazie all’intuizione di puntare sulla tecnica antica dell’appassimento a scopi di conservazione, pratica quest’ultima impiegata dai contadini salentini, è emersa la vera essenza del vitigno negroamaro, così complesso e versatile allo stesso tempo.

Nella Tenuta Iore in San Pancrazio Salentino si trova il vigneto Caragnuli; rappresenta una vera rarità poiché risulta accatastato nel 1955, anche se le sue origini, data la morfologia dell'impianto, risalgono quasi certamente ad un periodo antecedente (1930-1935 c.a.). La resa per ettaro è molto bassa (40 Q.li/Ha. circa) e da qui si raccolgono con cura le uve destinate al Graticciaia. Dopo una selezione attenta dei grappoli, le uve giunte a maturazione tecnologica avanzata, sono lasciate appassire sui graticci delle terrazze di Castel Serranova, la masseria fortificata di famiglia. Il nome del vino deriva proprio dall’espressione "Graticci", ovvero l’intreccio di stuoie di canneto locale utilizzate in passato per l’appassimento di frutta e ortaggi, vera riserva di valore calorico e proteico da consumare in inverno. Dopo l’appassimento, le uve iniziano la vinificazione; i processi fisiologici che si determinano nell’acino e la fermentazione del mosto in autunno avanzato, quando la temperatura ambientale è più bassa, portano ad una evoluzione del tutto diversa rispetto alla vinificazione tradizionale. La condizione termica è rigorosamente disciplinata per tutto il processo di fermentazione lenta; la prima fase dell’affinamento viene realizzata in tonneaux di rovere francese. Da qualche anno, a causa della marcata e crescente variabilità climatica, l’azienda ha allestito una camera di compensazione al fine di avere a disposizione un’alternativa in caso di avversità metereologiche.

La vendemmia 2016 è stata caratterizzata da un andamento climatico estremamente equilibrato fino a poco prima della raccolta. Inverno sufficientemente rigido e piovoso, primavera tendenzialmente calda e con poca piovosità ed estate calda ma non rovente. Questo ha permesso alle uve di arrivare a maturazione in equilibrio e in perfette condizioni sanitarie. Le piogge di inizio settembre, prima della vendemmia del negroamaro destinato all’appassimento, hanno creato le condizioni per raccogliere uve leggermente più diluite in termini di concentrazione zuccherina e di acidità, ma con una perfetta maturità fenolica coerente con gli obiettivi enologici. È stato quindi possibile prolungare di alcuni giorni l’appassimento, enfatizzando al massimo le caratteristiche organolettiche tipiche di questo processo, senza raggiungere concentrazioni zuccherine eccessive e mantenendo il vino in perfetto equilibrio.

"È un’emozione presentare l’annata 2016, sintesi evolutiva di questo storico ed eccezionale vino che continua a raccontare eccellenza e ci riserva sempre delle grandi sorprese" (Francesco Vallone).

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