Scrivono per noi

Cosa influenza un'annata?
Adriana Blanc, Master Sommelier ALMA-AIS e Redattrice di Passione Gourmet

Il vino è un’immediata cartina di tornasole del territorio dal quale trae origine, lo si può facilmente intuire dall’influenza che le condizioni climatiche esercitano sulle annate. Ma come funziona tutto ciò? In che modo clima e territorio influenzano le caratteristiche del vino?

Per una spiegazione esaustiva si renderebbero necessarie pagine su pagine, ma – non ce ne vogliano agronomi, geologi e qualunque altra categoria potremmo offendere prediligendo un approccio sintetico -, in questo senso i fattori da prendere principalmente in considerazione sono i seguenti:
–latitudine, altitudine e giacitura;          
–clima ed eventi meteorologici;
–terreno e sottosuolo. 
Stiamo parlando del terroir e più specificatamente delle componenti pedoclimatiche, concetto derivante dalla “pedologia”, la scienza che studia la composizione, la genesi e le modificazioni del suolo che influiscono direttamente sullo sviluppo del ciclo annuale delle piante e, in questo caso, la vite.

A sostegno della nostra indagine viene in luce un interessante studio effettuato dalla Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Milano, nel quale si prendono in considerazione sei diverse zone di uno stesso areale lungo un intervallo di tempo che va dal 2001 al 2008. Dallo studio si evince come l’interazione delle diverse condizioni pedo-climatiche sia determinante per l’accumulo polifenolico, vale a dire quell’insieme di sostanze nobili che, tra le altre cose, determinano colore, tannino e capacità di invecchiamento di un vino. Nel dettaglio emerge che il “contenuto totale di polifenoli aumenta proporzionalmente all’aumentare […] della radiazione luminosa” e che “gli antociani” la classe di polifenoli responsabile della colorazione, “risultano correlati negativamente con le precipitazioni, in particolare con quelle del mese che precede la maturazione”. La composizione chimica del suolo avrebbe, invece, un ruolo secondario, con “suoli ghiaiosi e argillosi che porterebbero ad una maggiore concentrazione in antociani rispetto ai suoli sabbiosi”.

L’analisi fin qui tracciata ci consente dunque di trarre alcune osservazioni. Un’annata fresca e piovosa darà vini più freschi e leggeri, meno carichi di colore e meno zuccherini, mentre un’annata calda e siccitosa comporterà un accumulo di colore e concentrazione a discapito dell’acidità. Altitudini più elevate, un clima fresco, una minore esposizione all’irraggiamento solare e la presenza di calcare, allo stesso modo contribuiscono nel determinare una minore concentrazione di polifenoli, in favore di una freschezza maggiore.
Se siete arrivati a leggere fin qui, avrete capito che il terroir non è solo l’abusato termine dall’elegante sonorità francese del quale gli addetti al settore amano riempirsi la bocca. Bensì un elemento imprescindibile nell’analisi di un vino: è tutto ciò che influisce sul vitigno, ancestrale trait d’union tra terra e calice.

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