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Il Sagrantino di Montefalco
Adriana Blanc, Master Sommelier ALMA-AIS e Redattrice di Passione Gourmet

Simbolo della bella cittadina umbra di Montefalco, il Sagrantino è il vitigno autoctono che nei tempi più remoti veniva utilizzato dai frati francescani per la distribuzione dei “sacramenti”, dai quali attinse dunque il nome. La peculiarità di questo vitigno è quella di avere una concentrazione di tannini nella buccia superiore a quella di qualsiasi altro vitigno conosciuto. Un vino incredibilmente tannico dunque, ma dove il tannino è vellutato. Gli altri composti polifenolici di cui questo vitigno è notoriamente ricco, fanno sì che il Sagrantino al calice si presenti di un colore quasi impenetrabile e con una struttura altrettanto fitta; un nettare muscoloso che irretisce i sensi con il suo sempiterno aroma fruttato e sfumature che, da zona a zona, donano a questa bevanda connotati particolari.

Il territorio nel quale ci si muove è quello compreso in provincia di Perugia, nell’areale che si estende tra i cinque comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi, con 660 ettari che ricadono nella Docg. Ne traccia un profilo preciso Alessandro Masnaghetti ne “I Cru di Enogea: Montefalco”, dove individua quattro macroaree.

- NORD-EST: zona di Bevagna, delimitata a ovest dal crinale del Poggio delle Civitelle, a est dalla Valle Umbra e a sud dal colle di Montefalco;
- SUD-EST: colline di Montefalco, delimitata a sud dai Monti Martani e a est dalla Valle Umbra;
- SUD-OVEST: Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi, bacino incastonato tra i Monti Martani a sud e la collina di Montefalco a nord;
- NORD-OVEST: zona di Gualdo Cattaneo, che si snoda lungo la valle del torrente Puglia.

Un territorio prevalentemente collinare, dove la grande varietà di pendenze ed esposizione degli appezzamenti, sparsi ad altitudini che spaziano tra i 200 e 450 metri, danno origine a un’ampia varietà di microclimi e zone.

Così come il territorio, anche le caratteristiche del sottosuolo sono estremamente varie. In generale è possibile dire che il terreno sia di matrice limo-argillosa, con profondità e scheletro che variano da zona a zona e un indice di fertilità che aumenta di pari passo all’aumentare dell’argilla. È terra d’elezione per il Sagrantino, difficilmente replicabile altrove. Qui i terreni di medio impasto, di matrice siliceo-argillosa, accompagnati dalla giacitura collinare ben soleggiata, permettono al vitigno di raggiungere il punto ottimale di maturazione polifenolica e di esplicare dunque al meglio il suo peculiare carattere.

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