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L'Oltrepò Pavese
Adriana Blanc, Master Sommelier ALMA-AIS e caporedattrice di Passione Pasta

Racchiuso tra il fiume Po e l’Appennino ligure-emiliano, in una sorta di triangolo che sembra quasi assumere le curiose sembianze di un grappolo d’uva, l’Oltrepò Pavese è una terra ricchissima e splendida. Prossimi alle grandi città, ma inspiegabilmente dimenticati da esse, i dolci rilievi dell’Oltrepò contano un clima mite, panorami mozzafiato e un’ampia biodiversità, con oltre 40 specie di orchidee selvatiche e 120 tipi di farfalle. A regnare indiscussa, qui, è la vite. Allevata sull’intero tratto collinare, essa occupa all’incirca 13.500 ha, dove a farla da padroni sono Croatina e Pinot Nero con, rispettivamente, 4000 e 3000 ettari vitati. Con la prima, caratterizzata da una gran quantità di polifenoli, si producono i vini storici della denominazione. Primo tra tutti il Bonarda, Doc dal 1970, vinificato in purezza o congiuntamente a Barbera, Vespolina e Uva Rara (max 15%). La Croatina si ritrova per il 50% anche nel Buttafuoco Storico, prodotto da 16 aziende che selezionano le vigne più vocate per dare vita a questo vino potente, contraddistinto dal marchio del veliero impresso nel vetro della bottiglia. E ancora la Croatina è presente dal 25 al 65% nell’uvaggio del Sangue di Giuda, il vino rosso dolce il cui nome richiama antichi miti e leggende. Tanto capriccioso quanto apprezzato, il Pinot Nero trova in Oltrepò Pavese la sua terza zona di elezione (dopo Borgogna e Champagne). L’Alta Valle Versa è l’area più vocata, con marne, gessi e galestri che fanno capolino sotto le vigne e regalano al Metodo Classico che vi si produce acidità e maturazione pressoché perfette. Sono tre, infatti, le interpretazioni che qui si usa imprimere al Pinot Nero: Spumante Metodo Classico, Rosso da invecchiamento e Cruasé. Il nome di quest’ultima tipologia nasce dall’unione di “Cru” – ma anche di “Cruà” vitigno locale anticamente molto diffuso – e “rosé” e indica appunto quel particolare Spumante Metodo Classico prodotto con almeno l’85% di Pinot Nero e dunque naturalmente rosato. L’Oltrepò Pavese, tuttavia, non è terra di solo rosso. Accanto ai vitigni più diffusi e già citati, si trova anche una buona quantità di Riesling Renano e produzioni minori di Pinot Bianco, Pinot Grigio, Cortese, Moscato e Malvasia. Con la sua esposizione a Sud e le cime che proteggono dai freddi venti settentrionali, l’Oltrepò Pavese si configura come una terra baciata da un clima particolarmente favorevole, sulla quale insistono sottosuoli di diversa matrice che offrono spazio e potenzialità enormi a tutte queste diverse varietà di vite. Una terra prediletta della quale, ancora oggi, non si parla abbastanza.

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