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La Languedoc-Roussillon: una ricognizione
Leila Salimbeni, giornalista, coordinamento editoriale Spirito diVino

A sud della Francia, quest'area è viva di tanti contrasti quante sono le differenze del suo territorio. Da qui arriva la maggior parte dei cosiddetti Vins de Pays della Francia, così come una non trascurabile porzione di Appellation d'Origine, sia rossi che bianchi. Ciò premesso, il numero delle appellazioni della Languedoc-Roussilon non ha fatto che aumentare, dagli anni '80, grazie a personalità come Aimé Guibert, Olivier Jullien e Michel Louison. Il territorio, infatti, seguendo una linea immaginaria che comincia a est, parte da Montpellier per finire al confine con la Spagna, dove le prime tracce di vitivinicoltura si insediano più di duemila anni fa, intorno alla città di Narbonne. Il clima, qui, è intensamente mediterraneo: alle estati, generalmente calde e secche, seguono inverni freschi e piovosi, su un territorio particolarmente frammentato, dove la vitivinicoltura si arresta a nord, in coincidenza con la zona montuosa. La prossimità col mare, poi, mitiga le estati roventi dell'entroterra, che si fanno via via più temperate spostandosi a ovest, complice la presenza dell'Atlantico. Il suolo è composto in linea generale da scisti e calcari marnosi nelle colline - ricoperte d'argilla nelle zone più vocate - laterite rossa e terrazze alluvionali ghiaiose. La maggior parte dei vigneti sono messi a dimora sulle alture, su terreni pietrosi e poco fertili, adatti a uve dalle basse rese per rossi di struttura e imponente carica aromatica; le zone a bassa altitudine sono, invece, ideali per la produzione di bianchi freschi e rossi leggeri. Le valli sono orientate da ovest verso est, il ché fornisce un'esposizione ottima, utile contro il violento vento del nord; le viti delle uve a bacca bianca sono tutte esposte a sud, quelle a bacca rossa a nord, e sono spesso allevate ad alberello. I vitigni che si trovano con maggior frequenza sono il Carignan, che produce vini rosso scuro molto tannici e molto acidi, prestandosi molto bene alla macerazione carbonica oppure all'assemblaggio con Syrah e Grenache. Il Syrah è maggiormente diffuso: il germogliamento tardivo e la maturazione precoce ne fanno anzi il vitigno perfetto. La Grenache, invece, apporta alcolicità e, dunque, struttura, legata com'è a doppio filo ai territori caldi e fortemente irraggiati della Languedoc. Da menzionare sono poi anche il Lladoner, il Cinsault e il Mourvèdre per i rossi, mentre per i bianchi spiccano Clairette, Bourboilenc, Grenache blanc, Macabeo, Muscat (à petit grains o d'Alexandrie), Terret blanc, Ugni blanc, Marsanne, Rolle (leggi Vermentino) e Malvoisie du Roussillon, che qui convivono con gli internazionali. Menzione speciale merita poi il Mauzac, una varietà molto rustica dagli acini variabilmente pigmentati di verde, rosa, rosso o nero, coltivato sopratutto nelle regioni di Gaillac e Limoux, dove ne viene spesso incoraggiata la rifermentazione secondo metodi ancestrali o Champenoise.

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