Scrivono per noi

Paese che vai, bolla che trovi
Leila Salimbeni, giornalista

La rifermentazione in bottiglia è un fatto naturale. In Franciacorta, per fare un primo, proverbiale esempio, l'esistenza dei "vini mordaci" è documentata sin dai tempi di Girolamo Conforti, esimio medico bresciano che ne scriveva con gusto già nel XVI secolo. Ma il territorio franciacortino, inteso in senso contemporaneo, nasce molto più tardi, e precisamente dall'intraprendenza di tre imprenditori - all'anagrafe Franco Ziliani (Berlucchi), Maurizio Zanella (Ca' del Bosco) e Vittorio Moretti (Bellavista) - desiderosi di voler brindare ai propri successi commerciali con spumanti che non fossero solo nazionali, ma anche di propria produzione. Un desiderio sacrosanto, e benedetto nel 1961 da Franco Ziliani che già incominciava a degorgiare i primi Metodo Classico da barbatelle di Pinot noir e Chardonnay attinte proprio dalla Champagne. Sarà lui il padre putativo della Franciacorta: una denominazione che avrà la primazia in tutti i sensi giacché fu la prima a ottenere, per un vino Brut, la DOCG nel 1995, quando già dimostrò la lungimiranza di volersi identificarsi non con la tipologia di vino prodotto ma con la denominazione del suo territorio d'origine. Lo farà presto anche il Trentino, col suo Trendoc, e l'istituzione di una prassi spumantistica importata, sempre dalla Champagne, da Giulio Ferrari nientemeno che nel 1902. Loro dirimpettai gli altoatesini, con la DOC Alto Adige-Südtirol, donde sortiscono circa 400.000 bottiglie all'anno i cui natali vanno ricercati nel 1902 con le prime notizie di uno spumante prodotto da uve Riesling dalla cantina Überetscher Champagnerkellerei di Appiano. Ma se il fermento spumantistico nazionale contagia anche l'Oltrepò pavese col suo Pinot nero, oggi imperversa anche tra i vitigni autoctoni italiani con esiti non solo originali ma anche ambiziosissimi. Come accade nella zona del Lambrusco, o forse sarebbe meglio dire dei Lambruschi, storicamente rifermentati oggi anche in versione Metodo Classico, con straordinari risultati per la zona del Sorbara (Modena) e oggi anche del Salamino, in quel di Reggio Emilia. Sempre a Reggio Emilia, poi, ottimi risultati si stanno ottenendo con la vivacissima Spergola mentre si tentano nuove strade, nel piacentino, con Ortrugo e Malvasia. Ma la spumantistica nazionale è capillare: eccellenti sono, infatti, le versioni Metodo Classico di Caprettone nel Vesuvio e di Fiano in quel di Summonte, così come per il Catarratto, in quel di Alcamo, in Sicilia, ma senza dimenticare, tornando a nord, la stuzzicante Durella veronese e l'elegante Prié Blanc valdostano.

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