Partesa: i motivi delle scelte

Intervista ad Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa, tratta da: La Madia Travelfood Novembre/Dicembre 2021 - N. 352 - pag. 77

 

Dopo una storica e ventennale collaborazione, quali sono le motivazioni che hanno portato Partesa a selezionare un altro Champagne?

La nostra collaborazione con Drappier è tra le più lunghe e durature tra le importazioni italiane. È iniziata quando ancora il “progetto vino Partesa” era allo stato embrionale, ma con una visione assolutamente ben definita: diventare un punto di riferimento nel mondo dei vini di qualità, costruendo un valore condiviso sia con i produttori che con gli operatori dell’Ho.Re.Ca. Per questo selezioniamo vini ricercati e di qualità tra le più interessanti realtà italiane e straniere, senza creare sovrapposizioni stilistiche o territoriali, con l’obiettivo di comporre un portfolio ampio e diversificato che possa davvero rispondere alle mutevoli richieste del mercato. Inoltre, la capillarità del nostro servizio ci porta a riflettere con molta attenzione sui partner più consoni ed efficaci. Ci siamo chiesti se fosse giunto il momento di accelerare su un altro Champagne nel momento in cui abbiamo intuito che Drappier aveva raggiunto – anche mediaticamente – importanti risultati ed era annoverato tra i produttori più affermati di Pinot Nero. Perché allora non scegliere un altro punto di riferimento, ma dall’anima bianca (ovvero lo Chardonnay)? Così i nostri occhi si sono posati su Diebolt-Vallois, il resto è storia.

 

Come è cambiato stilisticamente Drappier e la percezione del territorio dell’Aube in questi venti anni?

Moltissimo. È una terra unica dal carattere ben delineato. I suoli sono ricchi di marne e calcare, un prolungamento Kimmeridgiano della zona di Chablis che, grazie al clima continentale, contribuiscono a creare vini decisi e unici nel genere. Qui si produce soprattutto Pinot Noir, forse tra i migliori di tutto il comprensorio dello Champagne. Le logiche seguono quelle della Borgogna, un territorio – oggi molto di moda – che rivendica il suo pieno diritto di essere parte della zona di produzione dello Champagne. Le nuove generazioni in casa Drappier sono molto attente allo stile ed al punto di bevuta dei nuovi consumatori e hanno reso questi champagne meno densi e più affilati, meno dosati e più gastronomici. Il risultato sono champagne che oggi sono in perfetta sintonia con il momento storico.

 

Se invece parliamo di Diebolt-Vallois che stile rappresenta?

La maison Diebolt-Vallois si trova a Cramant, paesino della Côte des Blancs, cuore pulsante del grande Champagne a base Chardonnay, il cui suolo gessoso rappresenta la sua culla ideale. Diebolt-Vallois non solo è considerato un attore di primissimo piano per la produzione di Champagne a base Chardonnay, ma un punto di riferimento assoluto tra tutti i vigneron. Anche loro ovviamente – nonostante la morfologia geografica e geologica sia estremamente diversa da quella dell’Aube – hanno nel corso dei decenni cambiato qualcosa nel loro stile. Meno grassi, più lineari, freschi e meno opulenti. Diebolt-Vallois trova oggi più autenticità nel suo terroir dosando meno; insomma, champagne più verticali dalla maggior bevibilità e – come per Drappier – maggiore gastronomicità.

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