Scrivono per noi

2020
Adriana Blanc, Master Sommelier ALMA-AIS e caporedattrice di Passione Pasta

Per gli innumerevoli motivi che tutti conosciamo, e che sarebbe superfluo ricordare in questa sede, il 2020 sarà tutto fuorché un anno facilmente archiviabile. Per quanto concerne, in particolare, il mondo del vino, diciamo subito che, a onta delle vicende delle umane genti, l’annata s'è rivelata memorabile in termini di qualità.

Se, infatti, la quantità prodotta ha subito una contrazione che ha coinvolto un po’ tutta l’Italia (con 46,6 milioni di ettolitri, in calo del 2% rispetto al 2019), questa diminuzione di resa in molti casi si è trasformata in un incremento molto significativo della qualità delle uve che, quasi ovunque, sono arrivate in cantina in uno stato fitosanitario ottimale, e con un rapporto tra maturazione, acidità e grado alcolico tanto equilibrato che non si vedeva da tempo.

È il caso di quanto accaduto in Piemonte e nelle regioni del Centro Italia, dove Umbria e Toscana hanno registrato un calo delle rese fino al -21%, compensato però da uve di qualità mediamente molto alta, addirittura eccezionale in alcuni casi, e che darà vita a vini particolarmente eleganti. Discorso simile vale per il sud Italia, dove anche la Sicilia è arrivata a segnare un -20% presentando, però, uve perfette, sia tra le bacche bianche che tra le rosse.

In netta controtendenza la Sardegna, +20%, ma anche la Lombardia, dove la Franciacorta non ha perso terreno in termini di produzione e ha ottenuto ottimi valori qualitativi. Discorso analogo nelle zone in cui si producono bollicine, Prosecco DOC e DOCG e Trento DOC dove, anche qui, uve equilibrate nei parametri analitici, supportato da un’ottima acidità, fanno presagire un’annata semplicemente straordinaria.

Più interlocutoria la situazione per Friuli Venezia Giulia, -9% con punte oltre il -30%, per parte del Veneto e dei Colli Bolognesi. Qui, fenomeni atmosferici straordinari quali pioggia, grandine e vento hanno limitato la produzione e complicato il lavoro di cantina, dove tuttavia l'uva arrivata ha dimostrato una  qualità che dovrebbe comunque riuscire a compensare i danni.

A fronte di un anno che, da un punto di vista sociale ed economico, s'è rivelato tra i più provanti della contemporaneità, non tutto sembra essere dunque andato perduto. Anzi. Perché questo annus horribilis 2020 si farà ricordare, tra le altre cose, per bottiglie di vino vieppiù straordinarie a ogni latitudine, intimamente capaci di riconciliarvi col mondo.

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