Scrivono per noi

7 manager del vino
Vertigo

Riccardo Cotarella

Forse la figura più emblematica della contemporaneità: già attivo ai tempi del primo “risorgimento” enologico italiano, quello che vedeva all’opera giganti con Giacomo Tachis e Giulio Gambelli,  oggi, con le 19 aziende cui presta consulenza e le 53 etichette di vino prodotte, è non solo il più prolifico e popolare enologo italiano, ma anche il rappresentante di un nuovo approccio al metodo vitivinicolo: un manager che potremmo definire, in una parola, olistico, perché  ripone medesimo valore tanto nell’approccio imprenditoriale quanto in quello umano e, certamente, umanistico.

Stevie Kim

Nata in Corea e cresciuta negli Stati Uniti, da almeno dieci anni Stevie Kim determina il bello e il cattivo tempo del vino italiano dalla “scrivania” di Vinitaly International, di cui è amministratore delegato: la sua area di influenza abbraccia tutto il settore della comunicazione di vinitaly che resta, ad ora, la più grande fiera del vino del mondo. Sua l’idea di promuoverla attraverso vari canali, come Opera Wine, l’evento premier di apertura della manifestazione dove ogni anno accoglie professionisti altamente qualificati: Maestri Somm’s, esponenti WSET e master of wine.

Federico Gordini

Già padre di Milano Food Week, di “Bottiglie Aperte” e di Vivite, il primo festival vinicolo dedicato al mondo delle cantine cooperative, ha sdoganato il vino ai milanesi proponendo un approccio pop, per sua natura inclusivo e non esclusivo, e che anzi spera di fare da connettore, catalizzatore e volano di iniziative a 360 gradi, riguardanti il metamorfico mondo del vino. A vincere, anche stavolta, è Milano stessa che, dopo la Fashion Week avrà la sua MILANO WINE WEEK (MWW, per gli amici, con l’edizione 2022 alle porte) propiziata da un team di esperti che, ciascuno a modo suo, rappresenta la acme dell’universo-vino italiano contemporaneo. 

Massimo Romani

Amministratore delegato dell’azienda veneziana BOTTER e di Mondodelvino, Massimo Romani amministra la secondo tra le cantine italiane più importanti d’Italia, preceduta solo dal colosso cooperativo Gruppo italiano vini-Cantine riunite. La compagnia si candida insomma a diventare il primo player privato del settore vitivinicolo con un fatturato che, nel 2021, si assestava attorno ai 400 milioni di euro e una crescita del 15% circa. Suoi i progetti di consolidamento della base produttiva e il portafoglio di offerta, rafforzando la presenza internazionale.  

Silvana Ballotta

Esperta di economia e di marketing, dopo aver lavorato con la Banca Mondiale in vari progetti di sviluppo nel Far East, da anni ha messo a disposizione la propria esperienza quale amministratore della fiorentina  BUSINESS STRATEGIES, azienda leader nei processi di internazionalizzazione delle imprese del made in Italy, che vanta un portfolio di oltre 500 clienti. Gli obiettivi? ottimizzare le occasioni di business e le potenzialità di ogni azienda, con una particolare attenzione alle opportunità dei finanziamenti europei dedicati alle imprese.

Alessandro Mutinelli

Il manager per antonomasia: è laureato in economia e commercio all’Università di Trento nel 1991 e, già Dal 1992, lavora come revisore per Deloitte. Nel 2002  acquista una quota di minoranza del capitale sociale di Provinco Italia di cui diventa azionista di maggioranza nel 2008. Successivamente fonda Provinco S.r.l. (società interamente detenuta da Mutinelli), che  acquisisce il controllo di Provinco Italia con una quota dell’84% nel 1996. Nel 2015 partecipa al processo di integrazione di ITALIAN WINE BRANDS –  il più grande gruppo vinicolo privato italiano, il primo a essere quotato alla borsa valori di Milano – di cui è oggi Presidente e Amministratore Delegato.

Alessandro Rossi

Appena passati i quarant’anni, Alessandro Rossi è già il punto di riferimento per l’Italia di una società leader nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione, con l’esclusivo riferimento del canale ho.re.ca. Si tratta di PARTESA, una distribuzione che, parlando del solo segmento vino, movimenta circa 10 milioni di bottiglie l’anno e amministra una forza vendita di 450 venditori e 50 specialisti, di cui lui rappresenta la acme, ovvero il National category manager (wine). Tra i suoi meriti, quello di aver investito consistentemente nella formazione e nella divulgazione intorno al tema vino che raccoglie in un SITO, oltre che mediante eventi di grande risonanza nazionale e internazionale (grazie anche a feconde alleanze, come quella con Charlie Arturaola). Sua, tra le altre cose, la bellissima voce di uno dei primi podcast d’Italia: DEEP RED STORIES, sempre intorno al vino, ça va sans dire!

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