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Blanc de Blancs vs Blanc de Noirs: bolle a confronto
Erika Mantovan, giornalista pubblicista

Un confronto fondamentale, l’importante è non approcciarsi a un bicchiere di Franciacorta, Trentodoc o Alta Langa pensando allo Champagne. Realtà note prese ad esempio, ma il pensiero vale per tutti gli chardonnay e pinot nero prodotti in purezza. Ogni vino, ogni uva, ha un collegamento al luogo in cui nasce. O almeno dovrebbe. A bottiglia chiusa gli unici elementi che possono essere uguali sono, uve, tempo di permanenza sui lieviti e dosaggio. Come sciogliere i nodi? Facciamo un viaggio: nell’Alta Langa spicca in ambo le versioni la durezza, la rigidità nel centro bocca è lampante. Versioni di oltre cento mesi sui lieviti riescono a rispondere, e smorzare l’impatto. Le durezze di Bossolasco sono ben distali da quelle di Cassinasco o Loazzolo. Restano comunque in primo piano potenza e succosità, se si parla di pinot, eleganza e rotondità se c’è solo chardonnay. È una questione palatale, di tessitura e tensione. In Franciacorta, i suoli di origine morenica portano le acidità a un livello diverso rispetto a quello piemontese, si fanno dinamiche, più sottili ma non per questo scevre di quel primo impatto del palato con la bolla. C’è un lato più sassoso e un driver naturale delle uve: la freschezza. Bolle fragranti, verticalità che non stancano, la presenza di sabbia e limo, rendono tutto più vinoso (negli chardonnay) e materico (nei pinot noir). Con il Trentodoc il clima è alpino, il segreto del loro successo è racchiuso nelle montagne, calcare, silicio ed escursioni termiche, restituiscono sorsi potenti (pinot noir), molto eleganti e longevi (chardonnay). La Champagne si fa domare dal gesso anche se nella Côte des Bar il suolo è kymmeridgiano, poco permeabile e con meno calcare. I pinot noir sembrano chardonnay, vini affusolati e diretti. Salendo, la Côte des Blancs è appunto dedicata allo chardonnay, che si distingue in base al villaggio di provenienza, ad Avize la presenza di limo conferisce sapidità e una concentrazione più integrata rispetto a Cramant, dove il frutto è più disteso e floreale. A Le - Mesnil sur - Oger, acidità e potenza sovrastano la beva mentre a Chouilly, il frutto è già rotondo, ampio. Per il pinot noir, le strutture della montagna de Reims sono inarrivabili, con Verzy e Verzenay a imporsi. Sugosità e pienezza per le bacche rosse di Aÿ e Ambonnay, quest’ultimo è un Grand Cru anche per la produzione di vini fermi. Blanc de Blancs vs Blanc de Noirs come specchi dei suoli prima di essere spumanti.

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