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Bordeaux: riva destra e riva sinistra
Erika Mantovan, giornalista pubblicista

È il più importante areale viticolo del mondo. Grande, sfaccettato, estremamente complesso. Si sviluppa tutto intorno all’omonima città portuale di Bordeaux. I vitigni che dominano la scena sono il Merlot, il Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. E, cercando di fornire qualche dettaglio in più circa i vini prodotti a destra e a sinistra della Garonna, si può affermare che la capacità dei Bordeaux, al netto della zona d’origine, è quella di offrire una gamma di prodotti buoni a qualsiasi livelli di prezzo. Una zona con oltre cinquemila château e cinquanta coopertive attive in 120mila ettari dei quali quasi trecento in conversione biologica, con l’obiettivo di arrivare al migliaio entro il 2027. Un traguardo non impossibile sebbene il clima, caratterizzato da perturbazioni atlantiche porti a temperature miti e un’elevata piovosità, non favorisca certo la coltivazione bio. Sulla riva destra troviamo due delle zone più famose: Saint Emilion e Pomerol, quest’ultima è la più piccola ma anche la più prestigiosa sebbene non vi sia una classificazione, in meno di quattro chilometri i terreni cambiano a ogni metro. “È il più borgognone di tutti”, dall’alto piano alla piana, le differenze nei vini si forgiano con l’affinamento in vetro prima ancora che in barrique. Sensazioni di polpa e di frutti decisi, potenza ed eleganza smisurate. A St. Emilion invece troviamo 5mila ettari vitati ricchi di argille e pietre, una zona considerata come la più antica in termini di produzione viticola, si dai tempi dei romani.Qui, la classificazione viene rinnovata ogni 10 anni per un esempio di forza e capacità di autoanalisi da parte dei francesi incredibile.

In entrambe, il Merlot cresce rigoglioso, è sempre presente in grandi percentuali nei blend sebbene si inserisca sempre di più anche il Petit Verdot, un’uva che apporta freschezza e serbevolezza ben indicata per arricchire il blend e contrastare il cambiamento climatico, che inizia a palesarsi anche qui. A sinistra c’è il Médoc che vede invece imporsi, oltre alle uve che compongono il cosiddetto “taglio bordolese” anche Malbec, Carmenere e bacche bianche: Muscadelle, Semillon e Sauvignon. I 16.500 ettari si dividono in 8 AOC prestigiose: 2 regionali, Medoc e Haut-Medoc e 6 comunali, Saint Estèphe, Pauillac, Saint-Julien, Listrac - Medoc, Moulis, Margaux. Qui i suoli si fanno più sabbiosi e ghiaiosi, il Cabernet Sauvignon trova la giusta dimora e maturazione, una zona trasformata in agricola nel XVII se che vede nell’Haut Medoc una maggiore protezione e clima più moderato anche per al vicinanza alla Garonna. Ogni Aoc ha una sua anima, St. Estèphe da vini strutturati, Pauillac, con i suoi tannini dirompenti sfoggia un corpo pieno ed equilibrio, ST Julien ci sono grandi florealità e corpi eleganti e, non ultimo per caso, Margaux è al vertice per la sua eleganza, longevità e fascino.

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