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Colli Euganei Fior d’Arancio Docg
Adriana Blanc, Master Sommelier ALMA-AIS e Redattrice di Passione Gourmet

A testimoniare la bellezza dei Colli Euganei, che in provincia di Padova si ergono solitari nel vasto piano che va dall’Adriatico al Garda, ci hanno pensato scrittori e poeti di ogni tempo. Prima Marziale e Petrarca, poi Foscolo e Byron, sono tanti gli ambasciatori d’eccellenza che hanno amato questo luogo e ne hanno tessuto le lodi. Oggi a dar voce ai dolci pendii rivestiti di castagni e lecci sulla sommità e di ulivi e viti nelle aree più basse, ci pensano gli stessi prodotti che da queste terre traggono origine: come il vino Colli Euganei Fior d’Arancio Docg, gemma enologica tra le più splendenti.

Dai suoli ricchi di scheletro originati dalla disgregazione di antiche rocce e sedimenti alluvionali, o, nei casi più fortunati, là dove il suolo è stato arricchito da lave e brecce trachitiche, il Moscato giallo dà vita a una delle espressioni più eleganti del suo nettare, chiamata “fior d’arancio” proprio in ragione del ventaglio aromatico che richiama tutte le declinazioni possibili di fiore e frutto. Un vino che da disciplinare può essere vinificato secco, passito o sotto forma di spumante dolce e che in tutte queste forme esprime sentori come quello di zagara, scorza d’arancia o delle parti più succose del frutto. Aromi che si accompagnano a quelli tipicamente fragranti del Moscato, che nel Moscato giallo dei Colli Euganei trovano particolare concentrazione, con contenuti di composti terpenici tre volte superiori a quelli contenuti nel Moscato bianco piemontese.

Caratteristiche organolettiche che si esprimono in note fragranti floreali ed erbacee, con salvia e rosmarino che si accompagnano a dolci sensazioni di vaniglia, pesca e albicocca, più o meno accentuate a seconda delle diverse tecniche di vinificazione. Sempre ben presente l’acidità, che anche nelle versioni più dolci fa sì che il Fior d’Arancio non sia mai stucchevole, e alla bella spalla minerale, che nel vino porta sapidità e delicate sensazioni amaricanti.

Dall’istituzione della Doc, nel 1994, e della Docg, nel 2010, la coltivazione di Moscato giallo non ha fatto che aumentare. Nel 2013 erano ormai 400 le aziende del territorio a portarne avanti la coltivazione, per un totale di 150 ettari vitati. Grazie alle sue caratteristiche organolettiche e al particolare design della bottiglia che lo rende subito identificabile, questo vino esprime con forza l’identità del luogo nel quale si genera. Per questo motivo il Fior d’Arancio nel tempo ha sempre più ricoperto il ruolo di ambasciatore del territorio, capace di riassumerne le peculiarità ambientali e allo stesso tempo di dare un’identità forte all’intera area.

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