Scrivono per noi

Il mondo della distribuzione
Erika Mantovan, giornalista pubblicista

È un termine, quello della “distribuzione”, che implica un sacco di interrogativi, o meglio dire di lavori. E poi c’è la fiducia, tra le persone, tra i fornitori e i clienti. Ma anche tra i collaboratori e gli agenti, il vero asset di un distributore. L’agente infatti racchiude in sé molti dei cinque sensi: è l’occhio ma soprattutto l’orecchio del distributore e quindi delle Case produttrici che rappresenta. E con essi la loro coscienza. Tutti assieme si è compartecipi di una capacità d’oro, quella dell’organizzazione e della fluidità nello svolgere i compiti spettanti ad ogni membro della filiera. Il distributore demanda e, così facendo, lascia spazio a sfaccettate espressioni di lavoro e di sviluppi commerciali, avendo sempre chiaro un obiettivo: posizionare i prodotti ad un livello congruo a quello percepito dal mercato. Si delega moltissimo, consapevoli di lasciare esplodere e cavalcare dei trend di mercato, ma al tempo stesso si preservano quelli, per così dire, “classici". Si appoggiano e/o si sposano filosofie produttive. Il mondo della distribuzione è capace di creare, con questa sua ramificazione, uno spazio per ogni viticoltore. Perché domanda e offerta si incontrano. Il distributore ascolta, intuisce, vede, e osserva le esigenze dell’intero indotto. Studia. Con il produttore selezionato per il proprio catalogo, con divertimento e credo può aprire nuove strade, creare nuovi target. Il distributore crea uno spazio nuovo nelle carte dei ristoranti. Consiglia e apre le menti. Crea opportunità di sviluppo. È una questione di impostazione commerciale, l’immagine di una realtà vitivinicola può “rinascere”, può arricchirsi, può evolvere. C’è sempre un’aria “nuova” quando un distributore lancia un nuovo prodotto. Il distributore è linfa per il mercato, prima ancora che per la rete commerciale. È un crocevia per la ripartenza di un brand o per introdurre una spruzzata di freschezza che apre, per forza, a nuovi investimenti. Nuovi dialoghi. È un “ping-pong teatrale" che costituisce il motivo per un nuovo appuntamento, un nuovo confronto, una nuova sfida. Tutto diventa una “missione comune” dove un gusto si coniuga e stabilizza con altri. Che diventano clienti. “L’arte della distribuzione” è appunto un’arte fatta di reti, di persone, di circuiti, momenti. E di capacità emozionali di tutti. Ognuno deve trasmettere, amplificare, i messaggi racchiusi in un vino e far diventare tutto un “motivo economico”, un’opportunità di crescita. Di conoscenza.

).