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Vendemmia 2021 in Piemonte: meno produzione e tanta qualità
Erika Mantovan, giornalista pubblicista

Dalla pubblicazione annuale “Anteprima vendemmia” curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte da oltre trent’anni, si evince che la vendemmia del 2021 in Piemonte ha subito un calo del 15% pari a 2,3 milioni di ettolitri. Meno produzione ma di qualità eccellente, giudicata con quattro stelle. Una performance negativa in linea con quanto accaduto un po’ in tutto lo Stivale, in cui si sono prodotti 44,5 milioni di ettolitri (-9% rispetto al 2020). Il comparto vinicolo piemontese si posiziona comunque ad alti livelli, confermati dalla risposta sempre positiva dei mercati in termini di volumi d’acquisto da parte dei Paesi Scandinavi, Usa, Germania, Francia, Russia, Spagna, Svizzera, Giappone. Un trend positivo riscontrabile anche nei dati economici pubblicati da Unioncamere Piemonte, che attestano come il settore dell’agroalimentare piemontese sia cresciuto nei primi 9 mesi del 2021 del 16%, con un valore dell’export del vino che supera il miliardo.

Un successo che coinvolge inevitabilmente anche le superfici vitate, cresciute non di poco negli ultimi otto anni, arrivando oggi a sfiorare i 45.500 ettari, numeri che confermano l’ottimo stato di salute in cui si trova l’intero comparto vitivinicolo, tra i più virtuosi e prestanti in grado di coinvolgere e influenzare positivamente infatti anche i settori dell’Ho.re.Ca. e turistici.

Quanto alle uve, dati più tecnici alla mano, la qualità è ottima nonostante gli episodi di gelate primaverili confermate in una media di temperatura stagionale più fresca dal punto di vista delle temperature, con un conseguente ritardo dello sviluppo vegetativo, seguita da un’estate calda con assenza di piogge.

L’andamento positivo e una sempre maggiore qualità produttiva in tutti gli areali viticoli della regione, hanno spinto la stessa a concentrarsi anche su quali fattori e pratiche possibili e attuabili possano contribuire a contrastare gli effetti del cambiamento climatico sotto gli occhi di tutti, in favore di una sostenibilità ambientale nelle vigne nonché economica. Tra le uve coltivate spiccano, arrivando ad ottenere il massimo punteggio, 5 stelle, il Dolcetto e il Nebbiolo, seguiti dalle bacche bianche Arneis, Cortese, Favorita e Moscato bianco. Buona annata anche per  Barbera, Brachetto, Freisa, Grignolino, Pelaverga e Chardonnay. Seguono, infine, Erbaluce, Nascetta, Ruché, Sauvignon Blanc e Pinot Nero (classificate a 4 stelle). L’Alto Piemonte invece è quello che, purtroppo, a causa degli episodi climatici descritti, è quello che ha registrato il più importante calo produttivo e una qualità inferiore.

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