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Vini del Reno: la riscossa dei Trocken
Erika Mantovan, giornalista pubblicista

È un cambio di consumi, in favore di vini più secchi, quello a cui si è assistito negli ultimi anni. Un trend di gusto ineludibile. Si pensi al boom dei pas dosé o all’introduzione delle versioni, secche -  appunto - nei disciplinari di Moscato o Brachetto ed alla scelta di ridurre i residui zuccherini (100 grammi/litro) anche nei Sauternes, il vino dolce francese per eccellenza. Ebbene, questo approccio al “meno dolce” coinvolge moltissimo i vini della Valle del Reno che trovano nei Trocken una risposta contemporanea perfetta e catalogata proprio con il nome “secco”, Trocken in tedesco. Vini che per legge non possono avere un residuo zuccherino superiore allo 0,4% o al 0,9%, se l’acidità totale del vino è all’interno dei 2 g/l. Da sottolineare c’è poi l’acidità, che può abbassare la percezione di dolcezza. Acidità come uno dei veri driver del gusto, anche, sopratutto, in cucina. Le versioni Trocken non solo possono farsi apprezzare come aperitivo, ma come un vini, forte anche del cambiamento climatico e una maggiore concentrazione delle uve, che riescono ad assumere ancora più carattere, pienezza. Il Riesling fa certamente da capofila, riesce poi ad assumere moltissime sfumature e a differenziarsi a seconda delle zone in cui nasce. Dalla Mosella, Rheingau e Pfalz (Palatinato), una regione al confine con la Francia che riportano un po’ all’Alsazia. A metà strada c’è Coblenza, città del vino dai tempi di Giulio Cesare, nota come “Confluentes” perché si trova alla confluenza del Reno con la Mosella. E se nella zona del Rheingau regna l’eleganza - tra Rüdesheim e Wiesbaden questa parte del fiume pare sia stata voluta da Carlo Magno - tra la riva occidentale sino al confine con l’Alsazia, la zona di Palatinato vede suoli sabbiosi, limosi, argillosi con  arenarie gialle e marne calcaree. Stratificazioni e sfaccettature incredibili. Un modello di purezza, Palatinato è storicamente considerata infatti una zona di produzione di vini secchi. Le vendemmie sono spesso anticipate e, dalla crisi fillossera si può dire che l’areale è tra i più attivi in termini di innovazione, dalla vigna alla cantina. Una zona situata al riparo del crinale della Foresta del Palatinato e ai piedi della catena montuosa Haardt, con un parco vigneto ad essere mappato e classificato dal 1828. Questa seconda regione vinicola nel sud-ovest della Germania vede inoltre moltissime realtà storiche, gestite a livello familiare da moltissime generazioni capaci di riscuotere sempre più interesse.

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